Guida Strategica al Ricorso e Recupero Arretrati
A molte persone accade di ricevere una risposta negativa in merito agli assegni di invalidità nonostante vi siano delle evidenze riscontrabili. Ricevere un verbale INPS che nega l’invalidità o assegna una percentuale insufficiente (inferiore al 74% o al 100%) non deve intimorire in quanto questa non è una sentenza definitiva.
In Veneto, la maggior parte dei dinieghi viene ribaltata con un secondo tentativo gestito ovviamente da professionisti.
Se hai ricevuto un esito negativo, ecco come muoverti per ottenere l’assegno e il rimborso delle mensilità perse.
RIVIERA JOB
I Requisiti 2026 dell’assegno di invalidità
Per contestare con successo, devi assicurarti di rientrare nelle soglie economiche stabilite per l’anno in corso ed un sostegno di un professionista ti aiuta ad inquadrare bene la tua situazione:
- Invalidità Parziale (74-99%): Reddito annuo personale entro i 5.771,35 €.
- Invalidità Totale (100%): Reddito annuo personale entro i 19.772,50 €.
- Importo Assegno: Circa 336,00 € mensili per entrambe le categorie.
Affidati sempre a professionisti per un supporto efficace in tutti i passaggi come RivieraJob
Contestare: L’Accertamento Tecnico Preventivo (ATPO)
Tutti ti sconsiglieranno i ricorsi amministrativi interni all’INPS sempre legati alla lungaggine delle pratiche e per il più delle volte portano a scarsi risultati. La via maestra per contestare il giudizio medico è il ricorso al Tribunale tramite l’ATPO (art. 445-bis c.p.c.).
Ecco i passaggi che il professionista deve effettuare:
- Termine Perentorio: Hai esattamente 180 giorni dalla ricezione del verbale per depositare il ricorso. Scaduto questo termine, il verbale diventa definitivo e dovrai ricominciare da capo con una nuova domanda (perdendo gli arretrati).
- Il Medico del Tribunale (CTU): Il Giudice nomina un perito indipendente. Questa è la fase cruciale: il CTU valuta la tua documentazione medica lontano dalle “logiche di budget” dell’INPS.
- L’Omologa: Se la perizia del CTU ti dà ragione, il Giudice emette un decreto di omologa che obbliga l’INPS a erogare la prestazione.
Il Potere degli Arretrati
Quando si effettua una contestazione, non si deve mirare al solo ottenimento dell’assegno futuro, ma a bisogna evidenziare l’ottenimento del recupero di tutto l’arretrato passato. In caso di vittoria, l’INPS è obbligato a versare in un’unica soluzione tutti i pagamenti maturati a partire dal mese successivo alla presentazione della domanda originale.
Esempio pratico: Se hai presentato domanda a Marzo 2024 e il tribunale ti dà ragione a Settembre 2025, riceverai circa 18 mensilità arretrate (oltre 6.000 €) in un solo bonifico.
Costi
La paura delle spese legali non deve fermarti, se il riscontro è pressoché garantito ti consigliamo di procedere, ma mai da solo, SEMPRE con professionisti che possano gestire le pratiche e le carte nel modo e nei tempi corretti e soprattutto consigliarti sul miglior modo di agire

